fiore di loto

Il faraone Amenhotep IV (Akhenaton)

 

 

Amenhotep IV che adora il dio Aton

Amenhotep IV con la regina e le figlie
Bassorilievo, XVIII dinastia
Akhetaton, l'odierna Tel el-Amarna

Akhenaton (1350-1334 a.C.), nome assunto dal faraone Amenhotep IV, della XVIII dinastia, dopo il quarto anno del suo regno. Già i suoi predecessori Thutmosis III e Amenhotep III avevano riportato in onore il culto antichissimo del Sole di Heliopolis (Thutmosis III narra che il Sole gli apparve, mentre dormiva ai piedi della Sfinge di Ghiza, ordinandogli di “togliere la sabbia che lo ricopriva”), per diminuire la potenza sempre crescente del dio solare tebano Amon, i cui sacerdoti amministravano i più ricchi e vasti campi d'Egitto e godevano delle decime di tutti i bottini di guerra, particolarmente lauti per le campagne d'Asia condotte dai faraoni della XVIII dinastia.

Insofferente dell'ingerenza del clero di Amon, Amenhotep IV oppose Aton, divinizzazione del Sole in quanto corpo celeste che irraggia luce e vita, ad Amon, perseguitando quest'ultimo nella persona dei suoi sacerdoti. Cambiò il proprio nome, Amenohotep, in quello di Akhenaton, lasciò Tebe e fondò ad Akhetaton (od. Tel el-Amarna) una nuova capitale, seguito e incoraggiato dalla moglie, la bellissima Nefertiti. Il dio Amon fu maledetto e le sue effigie vennero distrutte; le altre divinità vennero tollerate come manifestazione di Aton, unico dio supremo, creatore universale. Negli inni ad Aton, che ne esaltano l'infinita potenza, si trova forse per la prima volta in un testo egiziano l'ammissione cosciente dell'esistenza di altri popoli civili, al di fuori dei confini d'Egitto.

I tempi però non erano maturi per una riforma che sconvolgeva dalla base la monarchia egiziana, minando il principio teocratico nel tentativo di avvicinare in modo nuovo il faraone all'umanità; le forze fedeli ad Akhenaton erano molto inferiori a quelle dei fautori di Amon; d'altra parte, le preoccupazioni religiose e di carattere interno avevano fatto ampiamente trascurare ad Akhenaton le province del vastissimo impero asiatico ereditato, sicché durante il suo regno queste giunsero sull'orlo della rovina (come si deduce dalle lettere di Tel el-Amarna), mentre in Egitto i sacerdoti di Amon riprendevano il sopravvento. Sembra che prima della morte Akhenaton abbia dovuto accettare un compromesso con loro, mentre la regina Nefertiti si chiudeva ad Akhetaton per una disperata resistenza che ebbe fine solo con la morte.

 

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