fiore di loto

L'astronomia

 

 

Nel campo dell'astronomia, risulta che gli Egizi furono notevoli osservatori del cosmo. Tracciarono carte del cielo, stabilirono elenchi di costellazioni e individuarono i pianeti. Le stelle venivano divise in due gruppi, le "indistruttibili", perché fisse e permanenti, e le "infaticabili", perché sempre in movimento: Giove, Saturno, Marte, Mercurio e Venere. Marte, da noi chiamato "il pianeta rosso", per gli egizi era "Horo rosso". Le eclissi significavano "incontri del sole con la luna".

L'astronomia è fondamentale per la calendaristica: gli Egizi avevano elaborato un calendario annuale che serviva loro per il computo preventivo delle inondazioni del Nilo. Pare fosse già in uso dal 4241 a.C. nel Delta, nella regione del futuro Menfi. Questo calendario comprendeva già 365 giorni ed era l'unico calendario veramente utile, conosciuto nell'antichità. L'anno era diviso in 12 mesi di 30 giorni ciascuno, con l'aggiunta di 5 giorni festivi a fine anno (in greco: giorni epagomeni). Fu questo calendario che servì di base al "calendario giuliano" instaurato a Roma da Giulio Cesare nel 46 a.C., che fu adottato in tutto l'Occidente e fu sostituito soltanto nel 1582 d.C. da quello "gregoriano".

L'anno egizio cominciava con il giorno in cui la stella Sirio appariva per la prima volta all'orizzonte orientale contemporaneamente allo spuntar del sole, secondo il nostro calendario il 19 luglio, data che coincideva con l'inizio dell'inondazione. Le stagioni erano tre:
1. Akhet, la quale indicava il periodo dell'inondazione;
2. Peret, la stagione della germinazione;
3. Chemu, che indicava il periodo di siccità.

I sacerdoti egizi s'interessavano allo studio degli astri sia per motivi teologici che per motivi pratici. Le conoscenze astronomiche erano indispensabile per poter calcolare con precisione i giorni in cui compiere i riti sacri e celebrare le festività religiose. Per misurare il tempo gli egizi seppero costruire degli strumenti molto precisi come le clessidre e gli orologi solari o ad acqua.

Nel campo delle manifestazioni concrete sappiamo che monumenti come la grande piramide di Cheope sono orientati con una precisazione quasi perfetta.

 

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