fiore di loto

Il dio Aton

 

 

Fin dall'epoca più antica Aton era un aspetto del dio Sole e rappresentava il sole allo zenit nel suo pieno potere. La sua immagine era un disco solare, citato nella letteratura egiziana dai "Testi delle Piramidi" in poi, che assunse però una straordinaria importanza alla fine della XVIII dinastia. Thutmosis IV e poi Amenhotep III gli resero ufficialmente omaggio. Amenhotep IV Akhenaton all'inizio del suo regno scelse come rappresentazione di Aton una figura umana con testa di falco (rilievo a Berlino), ma ben presto lo fece raffigurare ovunque come un disco nel cielo che mandava numerosi raggi sulla terra. Questi raggi terminavano in mani tenenti spesso l'ankh, il simbolo di vita.

il disco solare, simbolo di Aton

Nella religione sviluppata da Amenhotep IV, il disco solare venne separato dalle altre raffigurazioni del sole e anche da tutte le altre divinità e sistemi teologici. Aton venne considerato la massima forza vitale e la fusione di Ra-Horakhti con Shu. La nuova religione non solo riteneva Aton superiore a tutti gli altri dei, ma lo dichiarò demiurgo supremo e unico dio degno di culto. Tuttavia nel suo famoso "Inno di Aton" il faraone sostiene di essere l'unico intermediario fra il dio e il popolo egizio e riguardo alla divinità, di essere simile ad Aton. Sembra che il culto di Aton sia anche tornato al vecchio concetto, secondo cui l'immortalità era riservata esclusivamente al faraone e che per i comuni mortali esisteva soltanto la vita materiale di questo mondo.

Una notevole influenza sulle scelte di Amenhotep IV avrà avuto la grande personalità di sua madre, la regina Teje, che non era egiziana, ma con ogni probabilità di stirpe semitica. Questo spiega forse il favore accordato al culto di Aton da parte dei semiti nella città di Patamos (Pithom), l'antica Pi-Atum, ricordata nell'Esodo biblico. Alcuni affermano che il desiderio di un dio che senza associazioni specificamente egiziane poteva essere venerato da tutti i popoli del regno come entità astratta, ma onnipresente, era uno dei motivi che avevano indotto Amenhotep IV a sostenere questa nuova religione. Ma si sa che il popolo egizio non era portato a culti assoluti, preferendo una fede sincretistica basata su antiche tradizioni. Una religione talmente astratta e nello stesso tempo materialistica come quella di Aton non poteva reggersi a lungo e cominciò a decadere ancora prima della morte del suo fondatore.

Un'ulteriore motivo per le scelte del sovrano potrebbe essere il movente politico: i sacerdoti di Amon, che le donazioni elargite al tempio avevano smisuratamente arricchiti, costituirono ormai una minaccia per il potere faraonico e per sottrarsi alla loro influenza, Amenhotep IV instaurò il culto di Aton, dichiarando nemico il dio tebano. Il faraone perseguitò violentemente il culto e il clero di Amon, chiudendo i templi e facendo cancellare dalle iscrizioni il nome del dio. Poi cambiò il suo nome da Amenhotep in Akhenaton "gradito ad Aton" e trasferì la capitale dell'impero da Tebe ad una città nuova, fatta costruire con i tesori sottratti ad Amon, e alla quale diede il nome di Akhetaton "orizzonte di Aton", l'odierna Tel el-Amarna. Non sono noti santuari del Disco solare prima dell'epoca amarniana. Il faraone gli innalzò cinque templi, nei quali però non figurava alcuna statua di culto, nemmeno l'obelisco, simbolo consacrato al Sole fin dalle origini della teologia eliopolitana.

L'arte di questo periodo scismatico era molto viva e di sorprendente naturalismo. Fra i bassorilievi ritrovati vi sono molte immagini di Akhenaton con la sua sposa Nefertiti e le loro figlie, nonché di Amenhotep III con la regina Teje, genitori del faraone, in atto di venerare il disco solare di Aton. Nelle tombe dei nobili a Tel el-Amarna fu scolpito l'inno dedicato ad Aton che la fede aveva ispirato al faraone. Si tratta di uno dei più begli inni religiosi composti in tutto l'Egitto antico. Akhenaton usava chiamarsi "Re che vive nella verità". Più tardi i suoi detrattori invece affermavano che, durante il suo governo, Maat, la dea della verità e della giustizia, sarebbe stata spodestata.

Lo scisma di Aton si spense alla morte di Akhenaton e il clero di Amon, che aveva continuato segretamente ad esistere, risorse trionfalmente anche per l'attaccamento del popolo alla religione tradizionale. I successori di Akhenaton, Tutankhamon e Horemheb, fecero cancellare inesorabilmente il nome di Aton dalle iscrizioni sui monumenti, come era successo in precedenza con i nomi di Amon-Ra e delle altre divinità. Per fortuna una parte dell'arte di Tel el-Amarna si è conservata, come pure delle raffigurazioni negli altri templi di Aton a Tebe e Heliopolis, dove Aton era stato equiparato al dio Sole Ra.

 

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