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Le barche funerarie erano impiegate per il trasporto del catafalco contenente la mummia del defunto sino alla necropoli e furono di due tipi: fluviali e terrestri. Nel primo caso servivano semplicemente per attraversare il braccio di fiume che separava la città dei vivi dalla necropoli. Questo viaggio s'iniziava da un "bacino di purificazione" a forma di "T" ove erano compiuti particolari riti funerari sulla mummia.
In genere però il trasporto avveniva sulla sabbia ed in questo caso la barca era puramente simbolica e poggiata su un traino di buoi, oppure munita di ruote. Come nel caso delle barche processionali anche in questo un sacerdote provvedeva a purificare l'aria precedendo il veicolo, seguito dai familiari e dalle "lamentatrici".
Anche il dio dei morti, Osiride, aveva la sua imbarcazione, chiamata Neshemet, cui fanno riferimento i testi funerari.