fiore di loto

La dea Bastet

 

 

la dea Bastet

Figura di Bastet
con sembianze di gatto

Bastet, una dea locale del Delta, fu adorata fin dalla II dinastia. Il suo simbolo era il gatto, e più esattamente il gatto selvatico addomesticato, le cui capacità riproduttive, forza e agilità destavano ammirazione. Rappresentata come una donna dalla testa di gatto o come un felino, essa veniva considerata anche la protettrice del faraone. Era una dea della gioia e periodicamente le furono dedicate allegre processioni navali.

Il suo centro di adorazione era Bubastis, versione greca per Pa-Bast, cioè la "Dimora di Bastet", capitale del XVIII nômo del Basso Egitto, dove i sovrani libici della XXII dinastia la elevarono a divinità suprema, mentre i sacerdoti cercarono di unire il suo culto con quello della dea-leonessa Sekhmet. Ma il credo popolare continuò a distinguerle chiaramente.

Bastet era considerata una dea lunare, corrispondente alla greca Artemide. Il carattere lunare era talvolta sostituito da quello solare ed essa apparve come figlia di Ra oppure nella triade Ra-Sekhmet-Bastet. Sotto questo aspetto poteva simboleggiare il calore benefico del sole in contrapposizione a quello mortale di Sekhmet.

Come figlio le venne attribuito il dio leone Mahes di Leontopolis ed insieme diffendevano Ra contro il drago Apep. Anche il dio lunare Khonsu a volte fu considerato suo figlio. In onore di Bastet, il gatto era considerato sacro dagli Egiziani e, dopo morto, veniva mummificato e sepolto con onoranze funebri.

 

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