fiore di loto

 

 

 

Charles Pierre Baudelaire

(poeta, scrittore e critico letterario francese, 1821-1867)

Spleen e ideale III.
- Elevazione -

Al di là degli stagni, delle valli e dei monti,
al di là dei boschi, delle nuvole e dei mari,
al di là del sole, al di là dell'aria,
al di là dei confini delle stellate sfere,

tu, mio spirito, ti muovi con agilità
e, come buon nuotatore che gode tra le onde,
allegro solchi la profonda immensità
con indocile e maschia voluttà.

Fuggi lontano dai morbosi miasmi,
voli a purificarti nell'aria più alta,
e bevi, come un puro liquido divino,
il fuoco chiaro che colma spazi limpidi.

Felice chi con ali vigorose,
le spalle alla noia e ai vasti affanni
che opprimono col peso la nebbiosa vita,
si eleva verso campi sereni e luminosi!

Felice chi lancia i pensieri come allodole
in libero volo verso i cieli nel mattino!
Felice chi, semplice, si libra sulla vita e intende
il linguaggio dei fiori e delle cose mute!


piccola foglia

Spleen e ideale XVII.
- La bellezza -

Mortali, sono bella come sogno di pietra,
e il mio seno, dove ognuno a turno s'è straziato,
è fatto perché ispiri al poeta amore
eterno e muto come la materia.

Troneggio nell'azzurro come sfinge non compresa,
unisco un cuore di neve al bianco dei cigni,
odio il movimento che crea forme scomposte,
e mai piango o rido.

I poeti davanti alle mie pose maestose,
che ho l'aria di atteggiare ai più fieri monumenti,
consumeranno i giorni in studi austeri;

per affascinare quei docili amanti,
ho specchi puri che fanno più belle le cose:
i miei occhi, questi larghi occhi dalle luci eterne!


piccola foglia

Spleen e ideale XXII.
- Profumo esotico -

Quando, in una calda sera d'autunno, ad occhi chiusi
respiro l'odore del tuo seno ardente,
vedo svolgersi rive felici
nei fuochi abbaglianti d'un sole monotono;

è un'isola indolente dove la natura mostra
alberi strani e frutti saporiti,
uomini dal corpo snello e vigoroso,
donne dallo sguardo schietto ch'è un incanto.

Sulla scia del tuo odore vado verso climi affascinanti,
verso un porto stipato d'alberi e di vele
ancora affaticato dai flutti del mare,

verso un'aria impregnata dal profumo
di verdi tamarindi che gonfia le mie narici
e nella mia anima si fonde col canto dei marinai.


piccola foglia

Spleen e ideale XXXIV.
- Il gatto -

Vieni sul mio cuore innamorato, mio bel gatto:
trattieni gli artigli della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli
misti d’agata e metallo.

Come s’inebria di piacere la mia mano
palpando il tuo elettrico corpo
con le dita che tranquille ti accarezzano
la testa e il dorso elastico!

E penso alla mia donna, a quel suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
freddo e profondo che taglia e fende come freccia,

e a quell’aria, a quel profumo
che pericoloso fluttua sul suo corpo
dai piedi su fino alla testa!


piccola foglia

Spleen e ideale XLVII.
- Armonia della sera -

E' questa la stagione in cui fremendo sullo stelo
ogni fiore evapora come un incensiere:
volteggiano suoni e profumi nell'aria della sera.
Che malinconico valzer! Che languida vertigine!

Ogni fiore evapora come un incensiere;
freme il violino come un cuore afflitto!
Che malinconico valzer! Che languida vertigine!
Il cielo è triste e bello come un grande altare.

Freme il violino come un cuore afflitto,
un cuore tenero che odia il vasto e nero nulla!
Il cielo è triste e bello come un grande altare;
il sole s'è affogato nel suo sangue rappreso.

Un cuore tenero che odia il vasto e nero nulla
raccoglie ogni traccia del passato luminoso!
Il sole s'e' affogato nel suo sangue rappreso.
Il tuo ricordo in me brilla come un ostensorio!


piccola foglia

Spleen e ideale LI.
- Il gatto -

I.

Un bel gatto forte, dolce e vezzoso
passeggia nel mio cervello
come a casa sua.
Si sente appena quando miagola,

per quanto il tono è tenero e discreto;
ma la voce è sempre profonda e ricca,
sia che brontoli o s'acqueti.
Questo il suo incanto e il suo segreto.

Come penetra e filtra questa voce
nell'intimo mio più tenebroso!
Mi riempie come un verso numeroso
e mi rallegra come un filtro!

Che quiete per i mali più crudeli!
Racchiude in sé tutte le estasi!
Non le servono parole
per dire le più lunghe frasi.

L'unico archetto che morde
sul perfetto strumento del mio cuore
e fa cantare più regalmente
la più vibrante corda

è la tua voce, gatto misterioso,
gatto serafico, gatto strano!
Tutto in te, come in un angelo,
è sottile ed armonioso!

II.

Che dolce profumo esala da quel pelo
biondo e bruno! Com'ero tutto profumato
una sera che l'accarezzai
una volta, una soltanto!

E' lui il mio genio tutelare!
Giudica, governa e ispira
ogni cosa nel suo impero;
è una fata? O forse un dio?

Quando i miei occhi, attratti
come da calamita, dolci si volgono
a quel gatto che amo
e guardo poi in me stesso,

che meraviglia il fuoco
di quelle pallide pupille,
di quei chiari fanali, di quei viventi opali
che fissi mi contemplano!


piccola foglia

Spleen e ideale LXV.
- Tristezze della luna -

Stasera, la luna sogna con più abbandono,
come una bella donna che, abbandonata sui cuscini,
prima di addormentarsi accarezza
i seni con mano distratta e leggera.

Ecco, sul dorso lucido di molli valanghe,
morente s'abbandona a lunghi deliqui
e volge gli occhi a bianche visioni
che salgono nell'azzurro come fioriture.

A volte, nel suo ozioso languore, fa cadere
una lacrima furtiva sulla terra,
e allora un pio poeta, nemico del sonno,

raccoglie nel cavo della mano la pallida lacrima
dai riflessi iridati come un frammento d'opale
e la ripone nel suo cuore lontano dagli occhi del sole.

 

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