fiore di loto

 

 

 

Giovanni Boccaccio

(scrittore e poeta italiano, 1313-1375)

- Opere minori in volgare, Rima XXXII -

Su la poppa sedea d'una barchetta,
che 'l mar segando presta era tirata,
la donna mia con altre accompagnata,
cantando or una or altra canzonetta.

Or questo lito et or quest'isoletta,
et ora questa et or quella brigata
di donne visitando, era mirata
qual discesa dal cielo una angioletta.

Io che seguendo lei, vedeva farsi
da tutte parti incontro a rimirarla
gente, vedea come miracol nuovo.

Ogni spirito mio in me destarsi
sentiva, e con amor di commendarla
sazio non vedea mai il ben ch'io provo.


piccola foglia

- Opere minori in volgare, Rima XXXVII -

Vetro son fatti i fiumi, ed i ruscelli
gli serra di fuor ora la freddura;
vestiti son i monti e la pianura
di bianca neve e nudi gli arbuscelli,

l'erbette morte, e non cantan gli uccelli
per la stagion contraria a lor natura;
Borea soffia, ed ogni creatura
sta chiusa per lo freddo ne' sua ostelli.

Ed io, dolente, solo ardo ed incendo
in tanto foco, che quel di Vulcano
a rispetto non è una favilla;

e giorno e notte chiero, a giunta mano,
alquanto d'acqua al mio signor, piangendo,
né ne posso impetrar sol una stilla.


piccola foglia

- Opere minori in volgare, Rima LXII -

Toccami 'l viso zefiro tal volta
più che l'usato alquanto impetuoso,
quasi se stesso allora avesse schiuso
dal cuoi' d' Ulisse, e la catena sciolta.

E poi che l'alma tutt' ha in sé raccolta,
par ch' e' mi dica: «Leva il volto suso;
mira la gioia ch' io, da Baia effuso,
ti porto in questa nuvola rinvolta».

Io lievo gli occhi, e parmi tanto bella
veder madonna entr'a quell'aura starse,
che 'l cor vien men sol nel maravigliarse.

E, com' io veggio lei più presso farse,
lievomi per pigliarla e per tenella:
e 'l vento fugge, ed essa spare in quella.

 

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