fiore di loto

Il dio Bukhis

 

 

Bukhis era un toro sacro. Come centro di culto ebbe Hermonthis (Ermant), versione greca per Iunu shemâ, capitale del IV nômo dell'Alto Egitto, l'odierna Karnak, dove era considerato l'incarnazione di Montu, un'antico dio guerriero locale. Ebbe un santuario a Medinet Habu, località a sud della necropoli tebana.

Bukhis non era una divinità antica, ma venne nominato per la prima volta durante il regno di Nektanebos II, l'ultimo faraone egiziano (XXX dinastia). La consacrazione, sotto il regno di Tolomeo II, avveniva a Tebe, ma la residenza stabile rimase quella di Hermonthis. La necropoli di questi tori venne chiamata "Bukheum", analogo al "Serapeum" di Apis (in epoca tolemaica Serapis). A Medamut, l'antica Madit, nei pressi di Luxor, esisteva un suo oracolo. Fu considerato figlio di Nun e assimilato a Ptah-Tatenen nonché a Osiride, il sovrano dell'oltretomba.

Bukhis era famoso per la sua forza, potenza e combattività. Non sappiamo molto sui combattimenti di tori, attestati nei bassorilievi, che avrebbero sottolineato il carattere guerriero del dio Montu, patrono di Bukhis, e che avrebbero avuto luogo durante le festività del sacro toro.

L'iconografia di Bukhis era un toro dal corpo bianco e la testa nera che portava il disco solare con l'ureo sormontato da due alte piume tra le corna. Spesso fu rappresentato nell'atto di annusare un fiore di loto. Uno dei suoi titoli, sottolineante le sue caratteristiche solari, fu "anima di Ra". In Bassa Epoca i teologi tentarono di stabilire rapporti tra Bukhis e Amon.

 

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