fiore di loto

La ceramica e il vetro

 

 

ippopotamo blu

Ippopotamo di fayence blu
XI/XII dinastia, ca. 2000 a.C.
Kunsthistorisches Museum, Vienna

Accanto alla terracotta fine, con o senza decorazione, la terracotta smaltata è considerata una delle produzioni più originali dell'arte egiziana: composta di un nucleo di terra silicea ricoperta di uno smalto vetrificabile, serviva alla fabbricazione di perle, pendenti, anelli, amuleti, figurine di ogni genere, mattonelle monocrome o decorate e soprattutto coppe e vasi.

Nel Medio Regno si trovano coppe di terracotta smaltata blu, adorne di uccelli e piante palustri tracciati in nero. Fra le altre produzioni, si possono citare pregevoli figurine di ippopotami blu con i fianchi decorati di piante acquatiche. I vasi del Nuovo Regno presentano colori e forme più variati, che imitano il calice del loto o la melagrana. A quest'epoca compaiono vasi di vetro non soffiato, fatti di asticciole di colore diverso, saldate insieme; tale tecnica si perfeziona nei periodi successivi, mentre i vasi di vetro soffiato compaiono in Egitto solo in epoca romana.

Oltre ai vasi di terracotta, smaltata e no, la pietra fu spesso usata, a partire dalla fine dell'era predinastica, per la fabbricazione di vasi ornamentali, lavorati a mano; essi erano ottenuti da pietre durissime, sienite, diorite, serpentina o basalto e non erano decorati; la purezza della linea, la perfezione della tecnica, la qualità della materia ne costituiscono la bellezza. Dall'inizio dell'Antico Regno la lavorazione delle pietre dure fu progressivamente abbandonata e si preferì usare l'alabastro, materiale semitrasparente e più facile da lavorare.

 

logo

Copyright © 2004 Katharina von Dosky
Vietata la riproduzione di testo, fotografie ed immagini senza il mio consenso




Valid HTML 4.01 TransitionalCSS Valido!