fiore di loto
- Le classi sociali -

 

 

La società egiziana era rigorosamente suddivisa in classi: da un lato stava il faraone con tutta la sua corte di amministratori; dall'altra c'era la folta schiera degli artigiani e dei contadini. Gli amministratori, che venivano scelti tra gli scribi e i proprietari terrieri, avevano svariati compiti: misuravano l'altezza delle inondazioni e la crescita del grano, dirimevano le controversie fra i villaggi, officiavano le cerimonie pubbliche, sovrintendevano alla costruzione dei canali, delle strade e dei monumenti, riscuotevano le tasse.

L'incorruttibilità, però, si sa che non era una loro dote: questi funzionari, infatti, versavano al sovrano un tributo per poter esercitare la carica, ma poi recuperavano il denaro intascando una parte della somma riscossa dai cittadini. La legge in materia fiscale, ridotta a qualche editto troppo generico per trovare valida applicazione, non poneva un freno al loro comportamento; per di più l'eventuale rifiuto da parte di un fattore di adempiere i doveri fiscali veniva da loro pesantemente punito a suon di frustate. Solo una paura arginava l'avidità di certi funzionari: il rischio che i contadini, trattati troppo duramente, fuggissero lasciandoli di fronte alle loro tasse.

Abbiamo detto che un'altra ala della società era formata dai contadini e dagli artigiani. Di questi ultimi, i più esperti venivano chiamati a corte; gli altri si dedicavano alla costruzione di barche, alla creazione di utensili e di vasellame, alla tessitura del lino; molti infine erano ingaggiati per il paziente e faticoso lavoro della costruzione delle tombe. Con il termine di artigiani si indicavano genericamente anche gli artisti, considerati allora come comuni operai. Essi erano organizzati in gruppi di cinque o dieci, sotto la direzione di un capo che assegnava i compiti e distribuiva le razioni di cibo e di vestiario. Pochi di loro riuscirono a lasciare un segno di sé scolpendo la propria effigie sulle pareti delle tombe dei signori.

Un trattamento particolare spettava allo scriba, un personaggio posto a metà strada tra la categoria dei funzionari e quella degli artigiani. Lo scriba assumeva di solito un atteggiamento sprezzante nei confronti degli altri lavoratori: mentre i muratori erano "più sporchi dei maiali", gli imbalsamatori avevano "le mani puzzolenti", i contadini cominciavano all'alba a faticare nei campi, e i pescatori navigavano sul "fiume insieme ai coccodrilli", a lui era riservata un'attività di prestigio che non lo costringeva a pesanti sforzi e che gli assicurava in moltissimi casi una grande autorità sugli altri. Anche se spesso era solo un semplice compilatore di lettere, lo scriba si vantava del privilegio di tracciare i geroglifici che gli artisti illetterati avrebbero poi umilmente trasportato sulla pietra.

 


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