fiore di loto

 

 

 

Dante Alighieri

(poeta, scrittore e politico italiano, 1265-1321)

- Tanto gentile -

Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand' ella altrui saluta,
ch' ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l' ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umiltà vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira,
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender no la può chi no la prova:

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: «Sospira!»


piccola foglia

- La Divina Commedia -

Inferno, Canto V, 97-142

"Siede la terra, dove nata fui,
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui.

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi vita ci spense."
Queste parole da lor ci fur porte.

Quand'io intesi quell'anime offense,
chinai 'l viso, e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: "Che pense?"

Quando rispuosi, cominciai: "Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!"

Poi mi rivolsi a loro, e parla' io,
e cominciai: "Francesca, i tuoi martìri
a lacrimar mi fanno tristo e pio.

Ma dimmi: al tempo de' dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi disiri?"

E quella a me: "Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciņ sa 'l tuo dottore.

Ma s'a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
farò come colui che piange e dice.

Noi leggiavamo, un giorno, per diletto,
di Lancialotto, come amor lo strinse:
soli eravamo e senza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso
esser baciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi baciò tutto tremante.
Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante."

Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangea sì che di pietade
io venni men così com'io morisse;

e caddi come corpo morto cade.

 

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