fiore di loto

L'Alto e il Basso Egitto: Le due terre egizie

 

 

Il nome "Egitto" deriva dalla parola egiziana het-ka-Ptah, in accadico hikuptakh, che significava "tempio del ka del dio Ptah" (a Menfi). Trascritta in alfabeto greco diventò "Áigyptos" per i greci, e più tardi "Egypt" in inglese, "Ägypten" in tedesco e quindi, "Egitto" in italiano.

Gli antichi Egizi invece chiamavano il loro paese Kemet (la terra nera, dal colore del fertile limo lasciato dall'inondazione) in opposizione a Doshrit (la terra rossa, cioè il deserto). I popoli semitici lo indicavano con i nomi Mazor, Mizraim (in ebraico), Musri (in accadico). Da una di queste forme deriva il nome arabo attuale dell'Egitto "Misr".

le piante araldiche dell'Alto e del Basso Egitto

Due pilastri decorati con le piante araldiche simbolo delle Due Terre:
il loto a destra (Alto Egitto) e il papiro a sinistra (Basso Egitto)

Al tempo dei faraoni il loto e il papiro erano le piante araldiche dell'Alto e del Basso Egitto. Insieme simboleggiarono il Regno d'Egitto che, unificato da Menes (o Narmer), fu chiamato per tutto il tempo della storia egizia « le Due Terre ». Sembra tuttavia che durante la IV dinastia come pianta araldica dell'Alto Egitto vennisse usato anche il giunco. Nel museo di Boston si trova una statua di alabastro del faraone Mykerinos seduto su un trono, il quale porta come ornamento la rappresentazione simbolica dell'unificazione delle due terre: il giunco dell'Alto Egitto e il papiro del Basso Egitto annodati attorno al segno geroglifico "unificare" (disegno dei polmoni uniti intorno alla trachea). In genere il giunco insieme all'ape facevano parte della titolatura reale, dove il giunco raffigurava l'Alto Egitto e l'ape il Basso Egitto, e insieme formavano il titolo: "Re dell'Alto e del Basso Egitto" che precedeva il quarto nome del re.


cartina dell'Antico Egitto con le frontiere

La mappa dell'Antico Egitto
con la frontiera tra Alto e Basso Egitto, nonché
il confine meridionale al tempo dell'Antico e del Medio Regno

Secondo le antiche leggende l'Egitto preistorico fu governato all'inizio da dinastie divine, alle quali sarebbero succedute dinastie di semidei (i "seguaci di Horus"). Nei testi religiosi troviamo abbastanza dati per la ricostruzione dell'ambiente politico e sociale del paese durante la sua epoca più remota: il particolarismo religioso delle diverse città fa supporre che nella preistoria il paese fosse frazionato in molte unità politiche con culti diversi e che la divisione tradizionale dello Stato faraonico in una quarantina di province o nômi rispecchi la situazione originaria. Le insegne dei nômi stessi, infatti, non sarebbero che gli emblemi tribali delle comunità primitive, fedelmente conservati attraverso i millenni.

Alcuni studiosi hanno sostenuto che il Basso Egitto, più evoluto, abbia colonizzato il Sud e unificato il paese già nel corso del IV millennio a.C. Se si accetta la tesi bisogna ammettere allora che l'Egitto si sia di nuovo separato in due grandi reami verso la fine dello stesso millennio, perché, quasi certamente, la situazione alla fine della preistoria era la seguente:

Verso il 3000 a.C., Narmer, re del Sud, conquistò il Basso Egitto riunendo il paese e dando inizio al periodo storico. Secondo la tradizione egiziana, invece, e secondo Manetone di Sebennito, sacerdote e storico di epoca tolemaica, al quale dobbiamo la suddivisione della lunga serie dei faraoni in trentun dinastie, l'impresa si deve attribuire a Menes. Non è peraltro da escludere che Menes e Narmer siano la stessa persona.

 

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