fiore di loto
- Horus l'Antico -

 

 

Horus è la forma latina del nome egiziano Hor, che in tempi remoti un antica tribù, penetrata nella valle del Nilo, diede al loro dio falco. Si trattava in origine di una divinità del cielo; il sole e la luna erano i suoi occhi. Come emblema di un popolo vittorioso, il falco diventò il dio della guerra nonché un condottiero possente che portava i suoi al trionfo. Per questo ruolo dominante, col tempo si creò la convinzione che il faraone fosse la sua incarnazione terrena. Questo credo si trasformò poi in dogma ed i faraoni assunsero il nome di Horus nella loro titolatura reale. Nello stesso periodo i faraoni regnanti erano seguaci del dio Ra; in tal modo si giunse all'identificazione di Horus con il sole.

il dio falco Horus

Il dio falco Horus, basalto, 600 a.C.
Museo a Parigi

Nel frattempo l'immaginazione popolare, in contrasto, con la religione di stato, lo aveva equiparato al figlio di Osiride. Le correlazioni fra queste due identificazioni diventarono una fonte straordinariamente produttiva per la creazione di nuovi miti. Benché le due divinità Horus sotto certi aspetti furono molto diverse, più tardi gli egiziani unirono il dio solare Horus con il dio dello stesso nome del culto di Osiride.

Nei vari centri di culto questo processo di sintesi portò a risultati differenti e infine esistevano quindici divinità Horus diverse, da attribuire o al culto solare oppure al culto di Osiride a secondo dell'origine assegnata dal mito: quando Horus fu ritenuto figlio di Atum o Ra, o di Geb e Nut, allora faceva parte del culto solare; quando risultava essere il figlio di Iside, faceva invece parte del culto di Osiride.

Generalmente Horus era raffigurato con corpo umano e testa di falco sormontata dalla doppia corona dell'Alto e del Basso Egitto. Con questo aspetto egli venne chiamato anche Harsomtus, dall'egiziano Hor-sam-taui, che significa "Horus che unisce le Due Terre". Altre volte veniva rappresentato semplicemente sotto forma di falco.

Ebbe come centro di culto principale Heliopolis, l'antica Iunu, ma venne adorato anche a Hibis, versione greca per Heb-nu, capitale del XVI nômo dell'Alto Egitto, come pure a Tanis, l'antica Djan, la biblica Zoan, capitale del XIV nômo del Basso Egitto, l'odierna San el-Kagar. Fra le varie figure di divinità Horus, le più importanti appartenenti al culto solare furono Harmakhis, Haroëris, Hor-Behedeti e Ra-Horakhti.

 


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