fiore di loto

Il dio Horus il Giovane

 

 

Horus il Giovane fu chiamato anche Arpocrate, versione greca di Hor-pa-Kheret che significa "Horus il bambino". Un'altro suo nome greco era Harsiesis, dal egizio Hor-sa-Aset che vuol dire "Horus, figlio di Iside". Horus il Giovane era sostanzialmente una divinità appartenente al culto di Osiride, ma dopo che questo culto diventò sempre più popolare, egli assunse diversi compiti di Horus, il dio solare.

Horus in forma di Harsiesis

Horus in forma di Harsiesis
Tomba della regina Nefertari, XIX dinastia
Bibân el-Harîm (Valle delle Regine, Tebe-ovest)

Secondo il mito, la dea Iside aveva concepito Horus dopo la morte di Osiride con l'aiuto delle formule magiche apprese da Thot. Un bassorilievo del tempio di Sethos I ad Abydos raffigura Iside come un avvoltoio che si posa sul corpo mummificato di un Osiride itifallico (cioè con il fallo eretto), divenendone incinta. Di questo avvenimento esistono comunque più versioni.

Iside avrebbe poi cresciuto il figlio nelle paludi del Delta per nasconderlo dal malvagio Seth. Nonostante l'aiuto della dea cobra Uadjet, un giorno, tornando dopo una breve assenza, Iside trovò suo figlio in fin' di vita. Con il suo aspetto abituale Seth non poteva penetrare nelle paludi, ma si era avvicinato al piccolo Horus con le sembianze di un serpente velenoso, riuscendo a morderlo. Più tardi Thot neutralizzò il potente veleno, facendo guarire il bambino. Una volta diventato adulto, Horus vendicò il padre, mutilando a sua volta lo zio Seth, quindi fu chiamato anche Harendotes, versione greca di Hor-mer-tef che significa "Horo vendicatore di suo padre".

La sua iconografia era un fanciullo nudo con la treccia infantile ricadente da un lato. Egli veniva raffigurato spesso in atto di portarsi il dito alla bocca, gesto che la filosofia gnostica assunse a simbolo del silenzio, erroneamente interpretando il gesto infantile. Sulla testa recava il disco solare con l'ureo oppure la doppia corona dell'Alto e del Basso Egitto. Horus il Giovane venne rappresentato anche in forma di uomo con la testa di falco, sempre sormontata dal disco solare e l'ureo o dalla doppia corona dell'Alto e del Basso Egitto.

 

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