fiore di loto

La matematica

 

 

il papiro di matematica Rhind

Il papiro Rhind, XV dinastia
Londra, British Museum

Dei matematici egizi non rimane che qualche traccia. Il manoscritto più importante è il papiro Rhind del XVII sec. a.C. che documenta il ricorso al sistema decimale basato su due operazioni: l'addizione e la sottrazione, dalle quali erano ricavate la moltiplicazione e la divisione con un metodo abbastanza complesso.

Nel campo della geometria, piuttosto empirica e derivata dalle necessità della pratica catastale, gli Egizi sono riusciti a calcolare l'area del rettangolo, del triangolo rettangolo e isoscele. Sapevano anche calcolare l'area del cerchio con discreta precisione: il procedimento usato consisteva nel misurare il diametro, sottrarne la nona parte e moltiplicare il risultato per se stesso. Era stato valutato infine esattamente il volume di un tronco di piramide a base rettangolare (papiro di Mosca). Per scrivere i numeri, dato che non era noto lo zero, gli Egizi utilizzavano un sistema additivo: per esempio, per rappresentare il 230 scrivevano due volte il simbolo del 100 e tre volte il simbolo del 10.

Considerando gli straordinari risultati della loro architettura, è lecito chiedersi d'altra parte se questa geometria sommaria e intuitiva sia stata la sola conosciuta dagli architetti costruttori delle piramidi o sia invece esistita anche una geometria esoterica, più matura, segreto patrimonio della classe sacerdotale.

 

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