fiore di loto

Il Monoteismo

 

 

All'egittologo francese, l'Abate prof. Etienne Drioton (1889-1961), si deve fra l'altro la chiarificazione di parecchi punti della religione egiziana, soprattutto per quel che riguarda il suo aspetto monoteistico. Egli afferma: "Un numero impressionante di testi prova che gli Egiziani possedevano già all'inizio dell'Antico Regno, una nozione filosofica di Dio sostanzialmente simile alla nostra: quella di un Dio nominato senza determinazioni (e per conseguenza concepito come unico) signore degli eventi, provvidenza degli umani, giudice e retributore delle buone e delle cattive azioni."

È quindi erroneo attribuire al Faraone scismatico Amenhotep IV Akhenaton l'introduzione di una dottrina monoteistica in Egitto. I più antichi testi infatti menzionano spesso Nether Uat oppure "Dio Uno", autogeneratosi e creatore dell'universo. Anche gli dei sarebbero stati creati da questo Dio Uno "nominando le proprie membra" e di conseguenza il pantheon egizio non fu che una "manifestazione individualizzata del Dio Supremo".

Presso gli strati inferiori della popolazione fu facile, per ignoranza, decadere nel politeismo, considerando le singole manifestazioni divine come divinità a sé stanti, oggetto di culto singolo. Lo stesso creatore assunse, nei vari sistemi teologici templari, nomi diversi: Ptah in quello di Menfi, Ra o Atum in quello di Heliopolis e Amon in quello tebano.

 

 

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