fiore di loto

La musica

 

 

giovani donne con strumenti musicali

Giovani donne con strumenti musicali durante un banchetto
Tomba di Nakht, Sheikh Abd el-Qurnah, Tebe-ovest, XVIII dinastia

Le prime testimonianze risalgono ai tempi preistorici. Sotto l'Antico Regno, la vita musicale era già in piena evoluzione. Il primo musicista di cui sia giunta traccia fu Khufu Ankh (morto verso il 2560 a.C.), flautista e ispettore della musica reale. Erano già praticati a quei tempi l'assolo vocale con accompagnamento strumentale, i canti e le danze funebri. Gli strumenti usati erano i sistri (specificamente nazionali), i clarinetti, le trombe, i flauti, le arpe e piccole piastre che venivano percosse tra loro.

Durante il Medio Regno apparvero i tamburi, le lire e le nacchere, e dall' VIII dinastia in poi furono introdotti strumenti di origine straniera (oboi e liuti). Il primo liuto che la storia ricordi fu trovato nella tomba di un musicista di nome Harmosis, le prime trombe d'oro e d'argento nella tomba di Tutankhamon. In quest'epoca si notano un progressivo restringimento degli intervalli che compongono le scale, l'esistenza del canto antifonale e responsoriale, e una specie di rondò strumentale e vocale.

Subentrò poi in epoca più tarda (1085-332 a.C.) una crescente influenza della musica straniera; apparvero quindi nuovi strumenti: campanelli, cembali, crotali, flauto di Pan, flauto traverso e l'organo idraulico. La musica dell'epoca faraonica è sopravvissuta nella liturgia copta e nei canti folcloristici. Nonostante l'influsso greco, persiano, arabo, turco e occidentale, l'arte musicale egiziana, trasmessa attraverso i millenni grazie alle immutate tradizioni del paese e ai suoi monumenti, costituisce la testimonianza storica più importante sulla musica orientale dell'antichità.

 

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