fiore di loto
- Neftis -

 

 

Neftis fu in origine una dea funeraria di Heliopolis. Secondo il mito osiriaco era figlia di Geb e Nut nonché sorella di Iside, Osiride e Seth. Nut l'aveva concepita durante l'ultimo dei cinque giorni epagomeni, create per lei dal dio Thot. Come sposo Neftis ebbe il fratello Seth, dio del deserto, della tempesta e del caos, dal quale però non riuscì ad avere figli. Desiderando ardentemente un figlio da Osiride, gli si avvicinò con l'inganno, facendolo ubriacare, oppure, secondo un'altra versione del mito, travestita da sua sorella Iside. In seguito a questo rapporto illegittimo nacque Anubis. Esiste tuttavia qualche leggenda che attribuisce la paternità di Anubis a Seth.

Dopo l'uccisione di Osiride per mano di Seth, Neftis, nel frattempo pentita del suo tradimento, abbandonò il proprio sposo per affiancare la sorella Iside nella ricerca della salma smembrata, partecipando poi ai riti funebri della ricomposizione del corpo. Compiuta l'imbalsamazione - con le sembianze di due nibbi (uccelli della famiglia dei falchi) - le due sorelle gridavano lamenti funebri, coprendo e proteggendo il morto con le lunghe ali. Più tardi, durante altri riti funebri, si trovavano spesso Neftis alla testa e Iside ai piedi del defunto a gridare lamenti funebri. Venivano anche raffigurate in veste di nibbi sui sarcofagi.

Come divinità principalmente funeraria, Neftis era perciò legata alla preservazione del corpo dopo la morte e insieme a Hapi proteggeva il vaso canopo contenente i polmoni del defunto. Ma Neftis rappresentava anche l'invisibile, l'inconscio e l'intuizione.

Generalmente Neftis venne raffigurata come donna che reca sul capo il simbolo che la distingue, il castello. Il suo nome deriva infatti da nebet-het, "la Signora del castello". In una mano tiene l'ankh (simbolo della vita) e nell'altra lo scettro di papiro. Ebbe culto particolare a Diospolis Parva, versione greco-romana per Het, capitale del VII nômo dell'Alto Egitto, la odierna Hu. Talvolta Neftis fu identificata con Anukis, dea delle Cataratte del Nilo.

 


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