fiore di loto

Il dio Osiride

 

 

Osiride, il sovrano dell'oltretomba

Osiride, il sovrano dell'oltretomba
Bibân el-Harîm (Valle delle Regine, Tebe-ovest)
Tomba della regina Nefertari, XIX dinastia

Osiride era un antico dio del grano. I suoi seguaci lo identificarono con una divinità pastorale di nome Anzti o Anedjti e si insediarono in tempi predinastici nella sua città nel Delta. Il loro simbolo di culto era il pilastro djed, il cui significato non è ancora del tutto chiarito. Forse rappresentava un albero a cui furono tolti i rami, forse un cedro della Siria o del Libano che i seguaci di Osiride portarono dalla loro patria e per il quale chiamarono la loro città Djedu. Più tardi questo nome fu cambiato in Pa-Uzir, da User, il nome egizio di Osiride, e per i greci diventò Busiris.

Il culto di Osiride si diffuse presto in molte regioni dell'Egitto. Egli diventò un dio della terra, della vegetazione e dell'agricoltura. Anche il legame del dio con i riti funebri provenne dai tempi antichi, visto che già durante la V dinastia egli aveva assorbito i dei funerari di Abydos (come Khenti-Amentiu) ed i faraoni defunti vennero identificati con lui. Questo aspetto funerario raggiunse una tale importanza, da elevare Osiride a dio supremo dell'Egitto. Nel concetto religioso dei primi tempi, la mitologia inseriva Osiride fra le divinità dell'enneade ermopolitana. Non fu difficile, vedere in questo dio della vegetazione un figlio di Geb, dio della terra e divinità dell'enneade che prima dei faraoni aveva regnato sull'Egitto. La dea Nut venne considerata sua madre e come fratelli ebbe Iside, Seth e Neftis.

La versione più completa del mito di Osiride ci fu lasciato da Plutarco. Da parte egiziana non esiste nessun racconto altrettanto esteso, ma si trovano abbastanza particolari nei Testi delle Piramidi e in altri documenti antichi che confermano l'esattezza del mito tramandato dai greci. Secondo queste fonti Osiride fu concepito da Nut a Tebe durante il primo dei cinque giorni epagomeni, create per lei dal dio Thot. Ra riconobbe Osiride come suo erede. E più tardi, dopo aver sposato sua sorella Iside, Osiride seguì suo padre Geb sul trono d'Egitto.

il dio Osiride con flagellum e bastone pastorale

Il dio Osiride con flagellum e bastone pastorale
Deir el-Medîneh, Tebe-ovest
Tomba di Sennedjem, XIX dinastia

Secondo il mito gli uomini in quei tempi remoti erano ancora dei barbari. Osiride gli insegnò il giusto modo di comportarsi, come coltivare la terra, la costruzione delle case e come venerare le divinità. Inoltre stabiliva per loro delle leggi. Nel insegnamento Osiride ebbe l'aiuto del suo scriba Thot che creò l'arte e la scienza e diede un nome alle cose. Il governo di Osiride si basava sulla forza di persuasione e non sulla violenza. Dopo la civilizzazione dell'Egitto, Osiride decise di portare i suoi insegnamenti anche al mondo circostante, usando gli stessi metodi.

Accompagnato da divinità minori (fra cui Upuat di Asyût), si mise in viaggio, lasciando la sposa Iside come reggente. Egli insegnò ad altri popoli la coltivazione del grano, dell'orzo e dell'uva e li istruiva nella costruzione di città. Alla gente dell'Etiopia mostrò come regolare le acque del Nilo, creando canali di irrigazione e dighe. Durante la sua assenza Iside amministrò il paese con l'aiuto di Thot, ma venne tormentata dagli intrighi di Seth che non solo mirava al trono, ma desiderava avere anche lei e che inoltre cercava di cambiare l'ordine stabilito.

Poco dopo il ritorno di Osiride, Seth decise di ucciderlo accecato dall'invidia. Così Osiride fu assassinato da Seth con l'aiuto di settantadue congiurati, e morì nel 28° anno del suo regno, il 17° giorno del mese di Hathor (fine di ottobre o inizio di novembre). Il suo corpo, tagliato in quattordici o quarantadue pezzi, fu gettato da Seth nelle acque del Nilo, dove Iside lo cercò disperatamente. Infine riuscì a ritrovare le membra del suo sposo, a ricomporre il corpo e, utilizzando la propria magia, a farlo rinascere. Dopodiché concepì con Osiride un figlio che fu chiamato Horus. Secondo la leggenda, Iside, con l'aiuto della dea cobra Uadjet, avrebbe nascosto suo figlio nei papireti del Delta, per sottrarrlo alle persecuzioni del malvagio Seth. Dopo la sua resurrezione, Osiride avrebbe potuto riprendersi il trono d'Egitto. Ma ormai faceva parte del regno dei morti e preferì rimanere il sovrano dell'oltretomba, lasciando i suoi diritti terreni a suo figlio Horus.

Esistono innumerevoli varianti di questo racconto. Sembra che la leggenda di Osiride abbia subito nell'evoluzione storica più cambiamenti di quella di qualsiasi altro dio. Il mito di Osiride nella forma sopra descritta, potrebbe avere come fonte il regno di un re veramente esistito.

La sua popolarità maggiore Osiride la raggiunse come dio dei morti. Egli rappresentava per i suoi seguaci la speranza in una vita eterna e felice, in un mondo nuovo, governato da un sovrano giusto e buono. Si pensava che questo regno si trovasse sotto Nun nel cielo settentrionale oppure a occidente e che comunque si trattasse di un paese fertile e stupendo. Come sovrano dell'aldilà, Osiride fu anche il giudice dei morti che presiedeva le quarantadue divinità chiamate a giudicare il defunto dinanzi al tribunale dell'oltretomba (psicostasia).

Osiride rimase legato alla terra e alla vegetazione. Il suo destino fu identificato con il ciclo dell'anno agrario: la semina, la crescita, la morte e la rinascità. Osiride era l'origine e la sostanza del grano, dell'uva e degli alberi. Ritenuto la fonte della fertilità, la sua morte venne equiparata alla siccità annuale e la sua resurrezione alla piena del Nilo. Anche il sole, tramontando e risorgendo giornalmente venne identificato con lui. Nella lotta contro suo fratello Seth si vide l'eterno contrasto fra la fertile valle del Nilo e l'arido deserto, fra la vita e la morte.

Generalmente Osiride era venerato in tutto l'Egitto nella triade formata con Iside e il loro figlio Horus (Horus il Giovane). Secondo qualche leggenda, oltre al figlio avuto dalla sorella e sposa Iside, avrebbe generato anche Anubis nel rapporto illegittimo avuto con la sorella Neftis. Le sue città di culto più importanti furono Busiris, la sua prima patria nel Delta e Abydos nell'Alto Egitto che per l'intero periodo storico rimase il centro del suo culto funerario; inoltre esisteva un santuario nelle vicinanze di Nedit (non lontano da Abydos), dove secondo una versione del mito, Osiride fu ucciso oppure dove, secondo un altra versione, Iside aveva ritrovato il suo corpo. Ebbe un santurario anche a Ker-Aha, località nei pressi di Heliopolis, sede del mitico combattimento tra Horus e Seth. Un altro luogo di adorazione fu Mendes, nel Basso Egitto, dove il sacro ariete, Bendedet, venne identificato con il Ba, cioè con l'anima di Osiride.

Osiride venne rappresentato con aspetto umano mummiforme e con la testa sormontata dalla corona bianca dell'Alto Egitto, affiancata dalle due piume prese al dio predinastico Anzti. Nelle mani stringe il bastone pastorale e il flagellum, attributi anch'essi di Anzti. Il volto e le mani sono di colore verde, per simboleggiare il suo potere sui cicli eterni della rinascita vegetale.

 

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