fiore di loto

Il dio Ra

 

 

il dio Ra sulla barca solare

Il dio Ra sulla barca solare
Deir el-Medîneh, Tebe-ovest
Tomba di Sennedjem, XIX dinastia

Ra fu il dio che personificava il sole e la sua potenza, e più specificamente il sole allo zenit. Era considerato la divinità principale tra quelle a carattere cosmico. "Sole" era anche il significato del suo nome. Ra era l'epicentro della religione aristocratica del periodo più antico in opposizione a quella democratica rappresentata dal culto di Osiride. Se nell'epoca predinastica e protostorica la dottrina cosmica poggiava sulle stelle, considerate la sede dei sovrani defunti, questo carattere cosmico venne successivamente assorbito da Ra.

il dio Ra

Talvolta Ra fu rappresentato in forma di disco solare su una barca. Ma in base alla sua identificazione con Horus, antico dio del cielo, che, o costui stesso o il suo occhio destro erano il sole, generalmente Ra appare come uomo con testa di falco, sormontata dal disco solare con attorno il serpente ureo pronto a sputare fuoco sui suoi nemici. In una mano tiene l'ankh, simbolo della vita, e nell'altra lo scettro uas.

Altre volte Ra era raffigurato semplicemente come falco, sempre con il disco solare con attorno il serpente ureo. E qualche volta appare anche con l'aspetto di leone oppure di gatto. Con le sembianze di quest'ultimo un tempo Ra aveva ucciso il drago Apep. Durante il passaggio di Ra nel mondo sotterraneo del Duat, la sua testa aveva le sembianze dell'ariete con un grande disco solare posto sopra un paio di corna orizzontali.

A Heliopolis, il centro maggiore di sviluppo e di propagazione della religione solare, Ra si trovò molto presto, ma non faceva parte del pantheon più antico. Poco chiare sono le circostanze della sua comparsa e la natura dei rapporti con le altre divinità locali, tra le quali emerge Atum. Con questo Ra fu subito sincretizzato (Ra-Atum): ne ricevette il carattere di dio creatore primordiale dell'universo, conferendo a sua volta ad Atum quello di creatore quotidiano del mondo, richiamato alla vita ogni mattina.

Anche se per un certo tempo si pensava che Atum avesse creato Ra, in genere prevaleva l'opinione che Ra si fosse autogenerato dal Nun tramite un atto di volontà. Si credeva che fosse emerso dalle acque primordiali, chiuso nei petali di un fiore di loto, e che ogni notte il fiore lo avvolgesse nuovamente. Alcune leggende parlano anche di Ra come figlio di Nun, che era la personificazione delle acque primordiali. Secondo un'altra versione, Ra era sorto con le sembianze di una fenice, l'uccello Bennu, posandosi sulla punta di un'obelisco a forma piramidale, il Benben, ritenuto il simbolo di un raggio di sole. Questa pietra Benben costituiva l'oggetto più sacro del tempio di Ra a Heliopolis. La sua punta dorata catturava e rifletteva la luce del sole mattutino. Il luogo del tempio era considerato come colle primordiale e la "casa del Benben" si trovava nel centro. Un'altro mito vede Ra come figlio di Nut, divinità cosmica, raffigurata talvolta come grande mucca. Secondo il credo popolare, Nut al tramonto ingoiava il sole per rigenerarlo all'alba.

Alcune fonti parlano di una sposa di Ra di nome Rait, di Urt-Hekau ("La Grande negli Incantesimi") o addirittura di Hathor. Ma era più diffusa l'idea che Ra, come Atum, avesse creato da solo la prima coppia divina: il dio dell'aria Shu e sua sorella e sposa Tefnut, dea dell'umidità. Dalla loro unione nacquero poi Geb e Nut che a loro volta divennero i genitori di Osiride, Iside, Seth e Neftis, formando la grande Enneade di Heliopolis.

Qualche leggenda attribuisce a Ra un mitico regno terrestre durante il "regno degli dei". Quando era giovane e forte, aveva le redini del potere saldamente nelle sue mani, e l'autorità di Maat, l'ordine cosmico era incontestato. Più tardi, in età avanzata la sua forza diminuì e sia gli altri dei che gli esseri umani ne approfittarono. Pare che Iside riuscisse ad appropriarsi del suo "nome segreto", cosa che le permise di impadronirsi dei suoi poteri. Anche gli uomini cercarono di trarre vantaggio dalla sua debolezza ribellandosi. Fu allora che Ra, deluso dell'ingratitudine degli uomini, abbandonò la terra, decidendo di sterminare il genere umano. Inviò sulla terra il suo occhio, che nel mito è rappresentato dalla dea Hathor, la quale con le sembianze feroci della leonessa Sekhmet iniziò la strage. Non volendo annientare tutta l'umanità, Ra dovette poi intervenire per fermarla.

Un altro dei innumerevoli miti legati a Ra, ci descrive il suo viaggio celeste come una navigazione che aveva luogo su barche diverse, una diurna chiamata Mandjet e una notturna di nome Masket. Ra veniva accompagnato da alcune divinità che costituivano l'equipaggio della barca solare. Ne facevano parte Shu e Geb, le entità astratte Hu e Sia, nonché Horus che si trovava al timone e Thoth a prua. Quest'ultimo aveva preso il posto che in tempi remoti fu di Seth. Anche la dea Maat venne spesso raffigurata in piedi sulla barca solare. Il cambio della barca e dell'equipaggio divino avveniva al crepuscolo. Nel viaggio agli inferi durante le ore della notte il dio Sole veniva protetto dal serpente Mehen. Col suo corpo formava la cabina entro cui si trovava Ra. Inoltre lo accompagnarono ancora Hu e Sia e stavolta a prua si trovava Upuat "l'apritore dei cammini". Il nemico principale di Ra era il drago Apep, un serpente gigante, simbolo delle tenebre e del male, che minacciava l'ordine cosmico, cercando ogni giorno di impedire il passaggio della barca solare, attaccandola.

Nell'onomastica regia è possibile seguire le tappe di una progressiva affermazione politica del dio lungo tutto l'arco dell'Antico Regno: il nome di Ra compare una volta nella II dinastia (faraone Nebra), tre volte nella IV dinastia e regolarmente dalla V dinastia in poi. Ciò corrisponde a un progressivo aumento del potere del sacerdozio di Ra, che prima influenza la Corona e alla fine se ne appropria quando sale al trono Userkaf, fondatore della V dinastia, di famiglia sacerdotale, marito di Khentkaus, figlia di Micerino.

Una leggenda eliopolitana (Papiro Westcar) raccontava che Ra un tempo avesse scelto come sposa la moglie di un suo sacerdote di Sahebu (una località probabilmente vicina a Ghiza). Le si avvicinò con le sembianze del marito e dall'unione nacquero tre figli, destinati a diventare i primi tre faraoni della V dinastia. La finzione teologica della "teogamia" (unione di un dio e di una dea o dei due principi complementari dei sessi opposti, presente in molte religioni), che aveva qui lo scopo di legittimare una situazione di fatto, era poi ritualmente rinnovata al momento di consacrare un nuovo faraone.

Perciò in seguito tutti i faraoni vennero considerati figli propri di Ra. In questo modo i faraoni non solo potevano far valere di aver ricevuto il regno in successione diretta da Horus (Horus, il sole, non Horus, figlio di Osiride), ma anche di avere con il sole un legame talmente stretto, da partecipare con la loro famiglia, dopo la morte, alla sua sicura resurrezione. Di conseguenza gli ordini del faraone avevano autorità divina e il faraone era l'unico intermediario fra Ra e il popolo egiziano.

Ra diventò così il dio di stato e della giustizia (era padre di Maat) e, anche nell'oltretomba, era lui a chiedere conto al faraone ("figlio di Ra") del suo operato, usurpando le funzioni di Osiride. Ptah fu praticamente assorbito, e l'Horo reale, nel frattempo "solarizzato" in Horakhti ("Horo dell'orizzonte") venne assimilato a lui come Ra-Horakhti.

In architettura si inaugurava il tipo del "tempio solare", si redigevano i "Testi delle Piramidi", riassunto della fede solare, e per quel che riguarda l'intero pantheon egizio, si arrivò a una situazione di enoteismo (gr. henós, uno e theós, dio) di tipo solare, nella quale una religione di carattere universale si sovrappone ai culti locali senza eliminarli: l'espediente è quello sincretistico, che si manifesta con la doppia denominazione delle divinità e con l'aggiunta del simbolo del disco solare nelle loro rappresentazioni.

L'eclisse di Ra coincide con l'affermazione di Amon durante il secondo regno tebano (XVIII dinastia). Anche Amon, in origine un'oscura divinità antica della regione tebana, diventa un dio solare (Amon-Ra), ma questa volta le parti sono invertite, perché il soccombente è Ra del quale Amon assorbe caratteristiche e prerogative.

 

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