fiore di loto

I sacerdoti

 

 

Il compito fondamentale del sacerdote egizio non era quello di guidare il popolo alla fede, per aiutarlo nel suo cammino spirituale, ma di prendersi cura della divinità che "abitava" nel suo tempio.

Perché potesse adempiere ai suoi doveri, il sacerdote era tenuto a mantenere la sua purezza fisica: doveva fare abluzioni quattro volte nel corso della giornata, aveva l'obbligo di radersi e depilarsi completamente, doveva essere circonciso, era necessario che si astenesse dai rapporti sessuali nel periodo in cui il tempio gli era affidato, e tutti i suoi abiti dovevano essere di lino, senza lana e cuoio.

Nelle classi sacerdotali molto spesso si usava tramandare la propria attività da padre in figlio. Ma si poteva divenire sacerdoti anche per scelta del sovrano, il quale in questo modo cercava di mantenere un maggiore controllo di questa grande forza nello Stato.

Della gerarchia ecclesiastica facevano parte anche gli amministratori che si occupavano della gestione economica del tempio e dei possedimenti annessi, nonché i rappresentanti dell'alto e del basso clero. Questi ultimi avevano un ruolo di importanza molto minore e officiavano nei templi più poveri.

I sacerdoti ai quali era affidata la cura di un tempio, erano divisi in quattro gruppi che si alternavano ogni mese nell'espletamento delle loro funzioni. Nel periodo in cui erano liberi dalla loro attività, vivevano normalmente insieme al popolo.

 

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