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Manuali scolastici e film hollywoodiani, senza contare certe opere almeno in apparenza serie, hanno trasmesso l'immagine di schiavi sciagurati che trascinano giganteschi blocchi di pietra, frustati da capimastri sadici. Ci vorranno senz'altro molti anni per rendere noto che nell'Egitto dei faraoni la schiavitù non esisteva. Gli uomini non furono mai considerati come cose che si potessero vendere e comprare, o come macchine senz'anima.
Che fossero mano d'opera o tecnici qualificati, gli operai beneficiavano di un contratto di lavoro e di un salario corrispondente alle loro competenze. E' importante osservare che il termine spesso tradotto con "schiavo": hem, significa in realtà "servitore" e che si applica anche al faraone, in quanto primo servitore di Dio.
Che certi lavoratori abbiano venduto in affitto i loro servigi e che dei prigionieri siano stati progressivamente integrati nella società egizia del Nuovo Regno, sono fatti assodati. Ma non è qualcosa che si possa realmente chiamare schiavitù.