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Le sculture egizie che si trovano in gran numero nei musei di tutto il mondo, in particolare nel Museo delle Antichità del Cairo, provengono tutte da templi e da cappelle funerarie, salvo i capolavori dell'epoca amarniana, trovati quasi tutti nei laboratori degli artisti di Tell el-Amarna, abbandonati dopo la morte del faraone Akhenaton.
Era notevole la bravura con cui gli antichi Egizi riuscivano a scolpire materiali molto duri e resistenti come la granite e la diorite, pur non avendo a disposizione i molti strumenti che possiamo adoperare noi oggi. Con gli scalpelli e trapani di allora, che erano di rame o bronzo, non era possibile neppure scalfire un blocco di granito. Quindi l'artista doveva adoperare esclusivamente mezzi abrasivi, e per le rifiniture servirsi di schegge dello stesso granito o di ossidiana. Alcune statue erano invece realizzate in calcare, alabastro e, più raramente, in legno che venivano successivamente dipinte.
La figura umana veniva quasi sempre rappresentata frontalmente ed aveva un'espressione di serenità e compostezza. Nel corpo la parte maggiormente curata era il viso, per il quale la lavorazione era molto attenta e precisa.
Molto belle anche le statue di animali (leoni, gatti, sciacalli, falconi ed altri), realizzate in modo da sembrare quasi reali, nonché i bassorilievi, scolpiti su colonne e all'interno di tombe e di templi, che in gran parte rappresentavano scene di vita quotidiana.