fiore di loto

Il dio Seth

 

 

Seth faceva parte delle divinità più antiche e probabilmente era di provenienza libica. Sembra che in tempi remoti i suoi seguaci lo venerassero come totem o emblema tribale. Dopo il processo di umanizzazione dei totems (vedi Ash), Seth diventò il dio del deserto, della siccità, della bufera e della potenza devastante della natura in genere, del caos, della guerra e della violenza. Egli rappresentava le forze indomite della natura umana ed era il simbolo di ribellione contro gli dei.

il dio Seth

Tuttavia Seth non era il male in senso assoluto (anche perché l'idea di un'opposizione insuperabile era estranea alla mentalità egiziana). Così egli era anche il dio delle oasi, delle terre di confine e degli stranieri, ed aveva il potere di controllare le forze del deserto. Veniva considerato l'equilibrio tra il positivo ed il negativo e solo in tarda epoca fu messo decisamente al bando.

A Seth si riferiscono due versioni mitiche. La più diffusa, quella del ciclo osiriaco, lo considera come figlio di Geb (dio della terra) e di Nut (dea del cielo), che lo concepì durante il terzo dei cinque giorni epagomeni, create per lei dal dio Thot. I suoi fratelli erano Osiride, Iside e Neftis, quest'ultima divenuta anche sua sposa. Fin dalla sua nascita Seth venne messo in cattiva luce dai seguaci di Osiride. Secondo loro non era nato al momento giusto, e neanche nel luogo giusto, staccandosi prima del tempo con violenza dal grembo di sua madre.

Egli veniva rappresentato con capelli rossi, colore che per gli egiziani rappresentava il caos e il male in genere, e portava una strana coda che sembrava una freccia. Seth aveva sembianze umane, ma con una testa di animale indefinibile che di volta in volta si paragonò a un levriero, okapi, formichiere, cinghiale o asino. Pare comunque che si tratti di un'animale di deserto o di steppa, di una figura, cioè, destinata a essere l'antagonista di Osiride, che rappresentava invece la terra coltivata, l'organizzazione sociale, la civiltà.

Plutarco ci racconta il mito del governo pacifico di Osiride, della gelosia di Seth e dell'assassinio di Osiride da parte del proprio fratello. Ma pare che Plutarco abbia tralasciato alcuni particolari. Come risulta da altre fonti, la gelosia di Seth non era immotivata. In origine il padre Geb aveva stabilito che il suo regno doveva essere diviso fra i suoi due figli maschi, per cui Seth avrebbe ricevuto l'Alto Egitto ed Osiride il Basso Egitto. Soltanto dopo l'obiezione di Seth, che reclamava tutto il regno per se, gli venne negato una qualsiasi parte dell'eredità. Secondo un'altra versione, i due fratelli cominciarono a regnare conforme alla divisione stabilita da Geb, questi però, constatando che Seth era un cattivo sovrano, in seguito aveva dato ad Osiride anche la parte del regno spettante al fratello. Quando poi Osiride partì per la conquista di altri paesi, lasciando l'Egitto in mano alla sposa Iside e usando inoltre soltanto mezzi pacifici, allora era inevitabile che Seth, in veste di dio guerriero, diventasse aggressivo. E non bisogna dimenticare Anubis, il figlio che la compagna di Seth ebbe probabilmente da Osiride. Qualche leggenda ci dice che Neftis, in quella circostanza, si fosse avvicinata all'ignaro cognato con l'inganno. Ma Seth ne era proprio convinto?

Per la sua congiura ai danni del fratello, Seth scelse la festa celebrata a Menfi in occasione del ritorno trionfale di Osiride. Durante la festa mostrò un sarcofago riccamente decorato, costruito di nascosto secondo le misure corporee di Osiride, che entusiasmò tutti i presenti. Seth lo avrebbe offerto in regalo a colui che sarebbe riuscito a riempirlo perfettamente col proprio corpo. Alcuni invitati provarono ad entrarci, però senza successo, ed infine venne chiesto ad Osiride di fare un tentativo. Ma non appena costui si era steso nel sarcofago, Seth ed i suoi complici chiusero il coperchio, lo avvolsero con delle corde, lo sigillarono con piombo liquido e infine lo buttarono nel Nilo.

Altri affermano che l'assassinio si sarebbe svolto a Nedit, nelle vicinanze di Abydos, che Seth semplicemente afferrò suo fratello e lo gettò nel Nilo, oppure, che la salma di Osiride venne tagliata in quattordici o quarantadue pezzi, sparsi poi per tutto il Regno. Si racconta anche che l'assassinio sarebbe stato invece commesso a Menfi, sotto gli occhi di Iside e Neftis che avrebbero in seguito provveduto alla degna sepoltura. Secondo un'altra leggenda il sarcofago con la salma di Osiride fu portato dai flutti del Nilo con la corrente a valle e si sarebbe arenato fra le canne di papiro (in gr. býblos) delle paludi del Delta, dove Iside e Neftis lo avrebbero trovato. Pare che in seguito la parola greca "býblos" venisse frainteso e interpretato come Býblos, antica città della Fenicia (centro importantissimo del commercio del papiro). Qesta circostanza diventò fonte per la creazione di nuovi miti.

Ma tutte le versioni concordano sul fatto che, quando Iside cercò rifugio nel Delta per partorire e allevare suo figlio Horus, fu scoperta da Seth che la perseguitò. Questo comunque non dovrebbe sorprendere, visto che Iside si era messa sotto la protezione della dea cobra Uadjet, che oltre ad essere una dea locale di Buto, era la divinità protettrice del Basso Egitto e anche nel mito osiriaco Seth era legato all'Alto Egitto. Nonostante le difficoltà però, il piccolo Horus crebbe e una volta diventato adulto, iniziò una guerra contro lo zio, sconfiggendolo e rendendolo prigioniero. Fu Iside, mossa da compassione fraterna, a liberare Seth che allora salì sulla barca del dio sole Ra. Poiché Seth rappresentava le forze negative, questo aspetto particolare del mito si riferisce alla concezione egiziana di ritenere il male necessario in quanto parte indissolubile dell'equilibrio cosmico e di vederlo poi riassorbito nella divinità solare alla fine dei cicli.


Horus e Seth durante il rituale del samtaui

Horus e Seth
durante il rituale del samtaui

A Seth si riferisce anche un'altro mito che riguarda l'epoca più remota. Nei Testi delle Piramidi, Seth venne citato come figlio di Ra e fratello di Horus (l'Antico). All'origine il suo antagonismo con Horus costituisce l'aspetto religioso della lotta tra i nômi e le regioni del predinastico, prima che l'unificazione del paese facesse di lui e di Horus due aspetti dello stesso principio di sovranità. Osservando le testimonianze del periodo più antico, vediamo che Seth era conosciuto come signore dell'Alto Egitto. Il suo centro di culto principale, Ombos, si trovava vicino al santuario di Nekhbet, la dea protettrice dell'Alto Egitto. Pare che al tempo delle prime dinastie l'Egitto era diviso pacificamente fra Seth e Horus (l'Antico), per cui quest'ultimo risultava soltanto signore del Basso Egitto. I faraoni della I e della II dinastia veneravano entrambi con il nome di Nebui = (i due signori), che talvolta vennero raffigurati come un uomo con due teste, cioè con la testa dell'animale di Seth e la testa del dio falco. Seth rivestiva un ruolo importante nel cerimoniale dell'incoronazione e ancora nel Medio Regno egli venne rappresentato con Horus, mentre insieme compivano il rituale del samtaui, "l'unione simbolica delle due terre" che consisteva nell'annodare le due piante araldiche del nord e del sud attorno al segno geroglifico "unificare" (disegno dei polmoni uniti intorno alla trachea). Si pensava che l'unificazione delle due terre costituisse la base del benessere dell'Egitto e della potenza del faraone, il quale era considerato l'incarnazione di Horus e Seth.

Come dio guerriero Seth faceva parte di quelle divinità essenziali che costituivano l'equipaggio della barca solare e difendevano Ra dai suoi nemici, in particolare da Apep, il tremendo serpente degli inferi. Un tempo, trovandosi a prua della barca, Seth era riuscito ad uccidere Apep con la sua lancia. Più tardi, dopo che Seth era caduto in disgrazia, il suo posto nella barca solare fu preso da Thot.

Seth continuò ad essere onorato come divinità, ma con la maggiore diffusione del culto di Horus (l'Antico), la cui posizione risultava più forte in quanto unico erede di Ra, si creò il concetto di una grande lite fra di loro. Il mito parla di un furioso combattimento durante il quale Seth riuscì a strappare un occhio a Horus, dal quale venne però evirato. Thot, in veste di dio della medicina, aveva guarito le ferite e pacificato i contendenti. In seguito il tribunale divino si pronunciò a favore di Horus, assegnandogli l'intero Regno e confinando Seth nel deserto, dove diventò il dio delle terre di confine e dei stranieri. Dopo la fusione dei miti di Horus (l'Antico) e di Osiride, l'antagonismo venne trasferito su Horus (il Giovane), figlio di Osiride, e Seth allora diventò l'assassino di Osiride.

Durante l'invasione degli Hyksos, pronti a proteggere e a potenziare i simboli delle forze che gli Egiziani consideravano negative, Seth riprese la sua antica importanza: come interpretazione egiziana di divinità asiatiche introdotte dai sovrani Hyksos, quale Reshep, Baal e Sutekh (tutte divinità bellicose). Durante la XIX e la XX dinastia Seth diventò addirittura una delle figure preminenti del pantheon egizio: come dio dinastico dei sovrani ramessidi. Ma non durò molto. Entro breve tempo il culto di Osiride raggiunse per sempre il predominio e Seth perdette inesorabilmente il suo prestigio, fino a quando intorno alla XXVI dinastia egli diventò definitivamente la personificazione del male, venendo addirittura equiparato al suo vecchio nemico Apep, il drago malefico. Già durante la XXII dinastia molti riferimenti a Seth erano stati cancellati dalle iscrizioni sui monumenti, e le sue raffigurazioni sostituite con quelle di Thot o Sobek (il dio coccodrillo).

Ombos, capitale dello stato predinastico e successivamente del V nômo dell'Alto Egitto, era sede, sin dai tempi più antichi, del culto di Seth detto per tale motivo anche "Seth l'Ombita". Inoltre era particolarmente venerato nella città di Oxyrhynchos, versione greca per Pa-madjet, detta dai copti Pemdje, capitale del XIX nômo dell'Alto Egitto, l'odierna Behneseh.

 

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