fiore di loto

 

 

 

Rabindranath Tagore (Thakhur)

(scrittore, poeta, drammaturgo e filosofo indiano, 1861-1941)

- Se avessi Lei -

Lei mi è vicina al cuore
come fiore alla terra;
mi è dolce come dolce è il sonno alle membra stanche.
Il mio amore per lei è la mia vita in piena,
come gonfio fiume in autunno,
fluente in sereno abbandono.
I miei canti si fondono col mio amore,
come il mormorio di un ruscello,
che canta con le onde
e le correnti.
Se avessi il cielo e le stelle,
e il mondo con le sue ricchezze infinite,
chiederei di più;
ma contento sarei del più infimo cantuccio
di questa terra se avessi Lei.


piccola foglia

- Ghitangioli 22 -

Rapito in silenzio
ascolto il tuo canto.
La fiamma dei versi riempie la terra,
il ritmo sale al cielo,
la passione del canto
intenerisce il cuore.

Vorrei cantare anch'io così!
Ma dalla bocca non esce suono,
nel tentativo di parlare resto muto.
L'animo si sente sconfitto:
sono imprigionato
nella rete del tuo canto.


piccola foglia

- Ghitangioli 26 -

E' finito il giorno e sulla terra
scendono le ombre della notte:
andiamo al fiume
a riempire l'anfora.
Il gorgoglio delle acque
rattrista i colori del tramonto.
Sulla strada
una voce mi chiama:
andiamo al fiume
a riempire l'anfora.

Ora nella strada deserta
nessuno va o viene:
sul fiume dell'amore soffia il vento,
s'alzano le onde.
Non so se più potrò tornare,
con chi oggi mi incontrerò.
Da una barca della sponda
arriva il suono d'un flauto sconosciuto:
andiamo al fiume
a riempire l'anfora.


piccola foglia

- Ghitangioli 47 -

Mi tufferò nell'oceano della bellezza,
sperando di trovare una perla senza l'eguale;
non condurrò più la vecchia barca
di riva in riva.
Forse questa volta
dovrò affrontare le fauci delle onde;
e sceso nel regno dell'ambrosia
vivrò in eterno.

Dove sempre suona un'armonia
che umano orecchio non può sentire,
a quella festa senza fine
porterò l'arpa della mia vita.
Si tacerà il canto di ogni giorno
spegnendosi nel pianto,
e poserò la mia arpa
ai piedi di Colui che tace.


piccola foglia

- Ghitangioli 61 -

Si è seduto accanto a me
e non mi sono svegliato!
O sfortunato, ti ha preso
un sonno profondo!
E' venuto di notte in silenzio,
aveva in mano il liuto;
nel sogno sono risuonate
toccanti note.

Il vento d'occidente
mi sveglia inquieto:
un soave profumo
riempie le tenebre notturne.
La mia notte se ne va:
era vicino senza che Ti fossi vicino.
Perché la tua carezza
non m'ha scosso dal sonno?


piccola foglia

- Ghitangioli 70 -

La mia mente s'è perduta
tra le nubi;
chi sa dove
è fuggita via.
Le saette colpiscono
le corde del liuto
e dentro il petto
rimbomba il tuono.

In folla le nubi,
cariche di nero azzurro,
fanno tremare le membra,
spezzare l'animo.
Il vento in folle danza
è diventato mio compagno;
scende con gran chiasso,
non vuole tacere.


piccola foglia

- Ghitangioli 102 -

I desideri della mia vita s’accordino
alla grande armonia della tua gioia.
Il tuo cielo, fonte di candida luce,
non disprezzi la mia piccola dimora;
le stagioni, in leggera danza,
mi facciano sempre interiormente nuovo.

La tua gioia non trovi opposizione
nelle mie membra, né nella mia mente.
La tua gioia risplenda come pura luce
nel mio grande dolore;
la tua gioia disperda la mia miseria,
sbocci come un fiore in tutte le mie azioni.


piccola foglia

- Ghitangioli 114 -

Alla fine del giorno quando la morte
verrà alla tua porta,
quale tesoro tu le darai?
A lei io porterò un'anima traboccante;
non la lascerò a mani vuote,
il giorno che la morte
verrà alla mia porta.

Molte notti d'autunno e di primavera,
molti tramonti e molte aurore,
con molta ambrosia si sono versati nel calice della vita.
Al tocco di luci ed ombre, di gioie e di dolori
il mio cuore si è ricolmato
di fiori e frutti.

L'ultimo giorno l'ornerò
di questo tesoro, di tutte le ricchezze
che ho potuto raccogliere:
il giorno che la morte verrà alla mia porta.


piccola foglia

- Ghitangioli 117 -

Sono un camminatore.
Nessuno mi fermerà:
illusione sono le gioie e i dolori.
Senza casa sempre camminerò;
la zavorra che mi trae in basso
cadrà dispersa per terra.

Sono un camminatore.
Per la strada canto a piena voce,
a cuore aperto,
libero dalle catene dei desideri;
attraverso il bene e il male
camminerò tra gli uomini.

Sono un camminatore.
Svanirà ogni fatica.
Un canto sconosciuto
dal cielo lontano mi chiama;
una soave voce di flauto
mattina e sera incanta l'anima.

Sono un camminatore.
Un mattino sono uscito,
a notte ancora,
ancor prima del canto degli uccelli.
Sopra l'oscurità, immobile
vegliava una pupilla.

Sono un camminatore.
Una sera arriverò
dove brillano nuove stelle,
dove olezza un nuovo profumo;
dove due occhi sempre
mi guardano dolcemente.


piccola foglia

- Ghitangioli 140 -

O mio barcaiolo, o barcaiolo
del fragile legno della mia vita,
non senti che dalla lontana riva
si è alzato un suono di liuto?

La tua barca potrà raggiungere
il porto prima della fine del giorno?
Là nel buio della sera
si mostrerà una luce amica?

Nella leggera, carezzevole brezza
dalla sponda dell'oceano
mi par di sentire un riso
portato sulle ali del crepuscolo.

Al momento di partire
ho raccolto un po' di fiori,
ed ora mi farò una corona
coi petali che ancora hanno vita.


piccola foglia

La numerazione dei versi (Ghitangioli)
la stessa dell'opera originale bengalese.

 

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