fiore di loto

I Testi dei Sarcofagi

 

 

 

La morte che l'uomo moderno cerca di evitare fino all'ultimo, per l'antico egiziano faceva parte della propria vita. Tutta la sua esistenza, i suoi pensieri, le sue domande e le sue preoccupazioni giravano intorno al problema: In che modo l'uomo può vincere il suo destino dopo la morte? Come può scampare ai pericoli della "seconda vita"? Quale effetto avranno le sue azioni e i suoi sforzi durante la vita terrena su quella nell'aldilà?

Per secoli i sacerdoti egizi acquisirono profonde nozioni riguardo al giudizio delle anime ed il viaggio verso l'aldilà, raccogliendo infine queste conoscenze in formule che costituivano una guida che indicava al defunto come seguire il sole nel suo corso diurno ("uscita alla luce del giorno") e, durante la notte, nei percorsi avernali del Duat.

I Testi dei Sarcofagi sono una raccolta di queste formule, in parte già appartenenti ai Testi delle Piramidi, e arricchite da nuove che rispecchiano l'evoluzione sociale e religiosa dello stato faraonico a seguito della rivoluzione democratica. Vennero trascritti in geroglifico corsivo sui sarcofagi dei privati e dovevano fornire al defunto gli strumenti per aprire le porte dell'aldilà e per consentirgli di superare gli ostacoli che vi avrebbe incontrato.

A differenza dei Testi delle Piramidi, quelli dei sarcofagi sono illustrati. Il loro impiego si ha a partire del "Primo periodo intermedio", praticamente dalla VI alla XII dinastia. Sono considerati testi transitori per la successiva evoluzione nel Libro dei Morti.

 

 

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