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Le scene dipinte sulle pareti della tomba, situata nella necropoli tebana, di uno scriba del tempio di Amon, hanno reso famoso il nome del suo proprietario, Nakht, vissuto a metà della XVIII dinastia (ca. 1425 a.C.) Esse non mancano in nessun libro sull'arte egiziana e per molti anni costituivano la gioia dei visitatori del cimitero di Sheikh Abd el-Qurnah.
Non si tratta soltanto delle solite scene di offerte funebri, ma piuttosto di rappresentazioni di vita vera: della lavorazione della terra e della semina, della mietitura e della battitura del grano, della vendemmia e della spremitura dell'uva, nonché di caccia e pesca nelle paludi. Ancora più espressivo nello stile sono le musiciste e le danzatrici nella raffigurazione del banchetto.

La Tomba di Nakht era stata scoperta nell'anno 1889 e da allora si ritenne che fosse una delle più interessanti testimonianze della vita e delle usanze durante il periodo del Nuovo Regno. Oggi purtroppo la tomba è stata chiusa al pubblico per non compromettere ulteriormente le pitture che hanno sofferte molto per il calore e l'umidità causati dalla presenza di troppi visitatori.