fiore di loto

Il dio Upuat

 

 

Upuat era in origine un dio locale di Lykopolis, versione greca per Sauti, capitale del XIII nômo dell'Alto Egitto, l'odierna Asyût. Dopo la sua assimilazione al dio Khenti-Amentiu di Abydos, Upuat venne legato anche ad Anubis. Il suo nome significa "apritore dei cammini" e pare che, in veste di dio della guerra, conduceva l'avanguardia reale durante la battaglia.

Più tardi egli fu associato ad Osiride e secondo il mito era uno dei suoi accompagnatori durante le pacifiche spedizioni di conquista. In altri tempi, con il nome Sechemtaui, che vuol dire "potere delle due terre", egli era un aspetto di Osiride. Ma in primo luogo Upuat fu venerato come "apritore dei cammini verso l'occidente" (occidente inteso come regione dei morti). Era lui a mostrare alle anime dei defunti la via per attraversare questo regno oscuro.

Upuat venne raffigurato con le sembianze di un cane nero che talvolta fu creduto erroneamente uno sciacallo oppure un lupo. Lo sciacallo dell'Egitto non è lo sciacallo comune (Canis aureus), ma si tratta invece di cani domestici inselvatichiti che hanno l'aspetto di lupi, con grandi orecchi rizzati e muso appuntito. Sono di ossatura sottile, con la coda lunga e folta. Questi cani selvatici, incrociati con certi sciacalli (canis lupaster), un tempo erano molto diffusi. La stessa razza di cani tirava la barca solare di Ra durante il tragitto notturno attraverso il regno dei morti. Ritenuti le personificazioni di diverse divinità funerarie, essi vennero raffigurati sempre col pelo nero, un colore che significava sia la morte che la rinascita. Nella natura invece, i cani selvatici dell'Egitto raramente erano neri. Upuat venne rappresentato anche come uomo con la testa di cane che talvolta portava le armi e l'armatura da guerra.

 

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