Sekhet-iaru e Sekhet-hotep i Campi Elisi egizi
Ta-djeser è l'antico nome egiziano per il regno dei morti nella Duat. Era la regione assegnata ai defunti che, in caso di giudizio favorevole del tribunale dell'oltretomba, potevano raggiungerla dopo essersi purificati attraversando il lago sacro sotterraneo.
Nella mitologia egizia i Sekhet-iaru (Yaru, Aaru, Aar) sono una parte delle terre di Ta-djeser, governate da Osiride. A differenza delle regioni buie e oscure, si tratta della parte luminosa della Duat. Il nome significa "Campi dei giunchi" e costituiscono, insieme ai Sekhet-Hotep, i Campi Elisi egiziani. Inizialmente, secondo i Testi delle Piramidi, erano collocati nel cielo orientale ed erano abitati soltanto da divinità e sovrani defunti. I testi li descrivono come una indefinita distesa di acque ove gli dèi ed i sovrani facevano un bagno di purificazione all'inizio del giorno.
Nel Libro dei Morti invece i Campi Iaru sono una località posta in terra e descritta come ricchi di messi e solcata da ruscelli ove il defunto, o almeno il suo Ka proseguiva un'esistenza simile a quella condotta sulla terra. Ovviamente vi poteva accedere soltanto chi aveva superato favorevolmente il giudizio di Osiride e dei quarantadue giudici durante la Psicostasia.
Secondo la mitologia i Sekhet Hotep sono i "Campi della Pace" o "Campi delle Offerte", collegati con le offerte funerarie di cui si alimentava il Ka del defunto.
Il geroglifico hotep o hetep: rappresenta un tavolo per le offerte votive sul quale è deposto un pane. E' con l'offerta votiva, con l'atto di deporre un cibo destinato agli dèi, che si poteva raggiungere lo stato hetep, cioè la pace. Perciò questo termine, molto frequente nei testi, significa « tavolo per le offerte », ma anche « pace, serenità, calma ».
Sekhet-tjau era una parte della regione di Sekhet-iaru nelle terre di Ta-djeser. Il nome Sekhet-tjau appare per la prima volta all'inizio del Tardo Regno durante la XXVI dinastia. Sembra che sia nato da un'errata lettura di testi funerari del Nuovo Regno.